Rotta per l’Italia
«Perché bisogna dire basta a questa giustizia malata»
Marina Berlusconi ha colpito nel segno. Lo confermano i commenti positivi che hanno accompagnato l’ampia intervista rilasciata a Panorama, dove passa in rassegna molti temi d’attualità, dalla politica alla giustizia. Punti fermi: la necessità della stabilità del governo Letta, l’accanimento delle procure ad personam contro il padre, la necessità di una profonda riforma della giustizia, il cui malfunzionamento riguarda tutti gli italiani; l’accusa a De Benedetti di essere non un imprenditore, ma un prenditore che ha prosperato sulle sfortune altrui.
Ecco i punti principali dell’intervista rilasciata dalla Presidente di Fininvest e della Mondadori. Leggi il resto di questo articolo »
Giustizia/ Le sette bugie su Ruby
da Il Giornale, a firma Luca Fazzo
[…] Comunque lo si guardi, il processo che arriva questa mattina ad uno dei suoi passaggi decisivi, con la conclusione della requisitoria di Ilda Boccassini, è il più incerto tra tutti quelli affrontati dal Cavaliere nella sua ormai lunga carriera da imputato. […] Ma fin da ora è possibile indicare quelle che sono nell’ottica della difesa i punti deboli dell’accusa, le sette incongruenze sulle quali Ghedini e Longo daranno battaglia per sottrarre Berlusconi alla condanna.
Gli interrogatori di Ruby. L’inchiesta nasce con alcuni accertamenti da parte del commissariato Centro della polizia di Milano in un albergo a cinque stelle dove era operativo un giro di squillo, ma decolla solo nell’estate 2010 quando Ruby, ospite di una comunità alloggio nei pressi di Genova, inizia a venire interrogata dai pubblici ministeri Piero Forno e Antonio Sangermano. Cinque di quegli interrogatori, resi tra il 2 luglio e il 3 agosto, costituiscono oggi uno degli elementi dell’accusa. Ruby non ammette mai di avere avuto rapporti sessuali con Berlusconi ma lo accusa di averle suggerito di inventarsi la parentela con il premier egiziano Mubarak. Ma oggi è la stessa Ruby a sostenere che vi sono stati altri interrogatori, mai messi a verbale, e che esistono verbali senza sua firma. Che fine hanno fatto quegli interrogatori? Ruby aggiunge che i pm cercavano di convincerla ad accusare Berlusconi a tutti i costi. Leggi il resto di questo articolo »
Sondaggi/ Il centrodestra rafforza il primato
Se si andasse al voto oggi la coalizione di centrodestra sarebbe al 34,7%, seguito dal centrosinistra al 29,4% e dal Movimento 5 Stelle al 25,9%. Lo rileva il sondaggio sulle intenzioni di voto alla Camera elaborato da Emg e diffuso ieri sera nel corso del TgLa7.
In particolare, rispetto alla scorsa settimana, le rilevazioni indicano che la coalizione di Berlusconi-Maroni guadagnerebbe lo 0,6% e sarebbe al 34,7%, con il Pdl al 27,3% (+1,3%), la Lega Nord-Lista Lavoro e Libertà al 4% (-0,3%), Fratelli d’Italia al 2% (-0,4%), La Destra stabile allo 0,8% e altri partiti di centrodestra (Grande Sud, Mpa, Intesa Popolare, Mir, Pensionati, Liberi per l’Italia Equa) invariati allo O,6%.
In leggero calo il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che si conferma secondo partito con il 25,9% (-0,2%). In rialzo dello 0,3% invece la coalizione di centrosinistra che raggiungerebbe il 29,4%, con il Pd al 22,3% (-0,4%), Sel in risalita al 5,8% (+0,7%) e Psi ed altri partiti (Centro democratico e Svp) rispettivamente stabili allo 0,7% e allo 0,6%. Leggi il resto di questo articolo »
L’agenda di governo secondo il Pdl
Fatto il governo, non c’è più tempo da perdere per dare risposte al malessere sociale che ieri è sfociato nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi. La prima priorità del nuovo esecutivo riguarda l’inversione di rotta sul piano economico, abbandonando l’austerity imposta dalla Germania e diminuendo la pressione fiscale. E se si parla di fisco, deve essere subito azzerata l’Imu sulla prima casa, come promesso da Berlusconi in campagna elettorale. Questa tassa deve saltare quanto prima per far ripartire il mercato immobiliare e i consumi delle famiglie.
Il Pdl ha insistito perché nel programma di Letta rientrasse tra i primissimi punti la riduzione del carico fiscale che, con i tecnici al governo, ha raggiunto livelli insopportabili per i contribuenti. Proprio per questo il nuovo esecutivo non solo dovrà abolire l’Imu, ma anche scongiurare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, previsto a partire dal primo luglio, e i pesantissimi rincari per lo smaltimento dei rifiuti introdotti con la Tares. Senza considerare gli aumenti delle addizionali Irpef. Leggi il resto di questo articolo »








