Nina, Pinta o S. Maria?

L’uomo di Bersani ci ha presi in giro

da Libero, a firma Maurizio Belpietro

Capisco che non si possa chiedere al cappone di saltare in pentola per farsi cucinare a puntino. Ma il cappone deve capire che non può chiedere a noi di credere a tutte le sue scuse per evitare di finire arrosto. Nel nostro caso il cappone si chiama Filippo Penati, esponente di primo piano del Partito democratico in Lombardia e non solo.

Fino a poco prima di rischiare un salto in padella, l’ex presidente della Provincia di Milano era il braccio destro di Pier Luigi Bersani, per il quale era stato il capo della mozione durante le primarie e poi il capo di gabinetto. Di lui si parlava come di un astro nascente, l’unico che fosse riuscito espugnare qualcosa a casa del Cavaliere. E per un certo periodo la sinistra aveva perfino pensato di ripartire da lui per tornare a contare a nord del Po. Leggi il resto di questo articolo »

 

Tommaso Moro, un santo contro gli Enrico VIII oggi in giro

da www.lanuovabq.it, a firma Giovanni Fighera

Il 5 luglio 1535 Tommaso Moro scriveva alla figlia Margherita: «Dubitare di Lui [Dio], mia piccola Margherita, io non posso e non voglio, sebbene mi senta tanto debole. E quand’anche io dovessi sentire paura al punto da esser sopraffatto, allora mi ricorderei di san Pietro, che per la sua poca fede cominciò ad affondare nel lago al primo colpo di vento, farei come fece lui, invocherei cioè Cristo e lo pregherei di aiutarmi. Senza dubbio allora Egli mi porgerebbe la sua santa mano per impedirmi di annegare nel mare tempestoso». Quando indirizzava queste parole alla figlia, Moro era già stato condannato a morte, ma non sapeva ancora che il giorno dopo sarebbe stato condotto al patibolo e giustiziato. Per gentile concessione del Re, forse in nome dell’antica amicizia, non venne sottoposto alla pena di alto tradimento, di cui era stato accusato, che prevedeva l’impiccagione e lo squartamento del condannato ancora vivo. Venne pregato dal Re di pronunciare poche parole prima di morire. Allora disse: «Chiedo di pregare per me. Testimoniate che sono morto nella fede e per la fede della santa chiesa cattolica. Muoio fedele servo del re, ma prima servo di Dio». Non gli venne meno neppure il suo tradizionale senso dell’umorismo. Si rivolse così al luogotenente che lo accompagnava al patibolo: «Per favore aiutatemi a salire, poi per scendere non disturberò nessuno». Era il 6 luglio 1535, festa di san Tommaso Beckett, uno dei santi più famosi di Inghilterra, l’Arcivescovo assassinato nel 1190 nella Cattedrale di Canterbury. La sua testa, esposta sul ponte di Londra, sostituì quella del cardinale Fisher, giustiziato il 22 giugno. Leggi il resto di questo articolo »

 

Converte donna saudita. Cristiano libanese condannato a sei anni di prigione e 300 frustate

da www.tempi.it, a firma Leone Grotti

Un libanese cristiano e un saudita sono stati condannati rispettivamente a sei anni di carcere e 300 frustate e a due anni di carcere e 200 frustate per aver convertito al cristianesimo e fatto fuggire dal paese una giovane saudita.

Condanna. La condanna è stata emessa dal tribunale di al-Khobar. Il cristiano libanese e il saudita hanno annunciato che faranno ricorso. Come riporta AsiaNews, il caso è iniziato lo scorso luglio ed è stato molto seguito in Arabia Saudita, dove il reato di apostasia può costare anche la pena di morte.

Conversione libera. La donna, di cui non si conosce il nome, è ora rifugiata in Svezia. L’ambasciata saudita sta cercando di obbligare le autorità svedesi a farla tornare indietro. Ma la cristiana, che sarebbe sotto la protezione di alcune Ong, non sembra intenzionata a tornare e ha spiegato di essersi convertita per libera scelta e senza costrizione. Leggi il resto di questo articolo »

 

Andreotti. Il ricordo di Berlusconi

Con Andreotti, «scompare un protagonista politico e un uomo di governo che ha fatto la storia d’Italia, dalla ricostruzione postbellica in poi», ma contro il quale la sinistra ha fatto «una forma lotta indegna di un paese civile». Così il senatore Silvio Berlusconi ricorda la figura del senatore a vita.

«Leader tra i più autorevoli della Democrazia cristiana – afferma Berlusconi – ha saputo difendere la democrazia e la libertà in Italia in anni difficili, sia in quelli della contrapposizione tra cattolici moderati e comunisti, sia in quelli in cui la Dc diede un contributo decisivo, di vite umane e di valori, per la sconfitta del terrorismo brigatista». Leggi il resto di questo articolo »