L’Uovo di Colombo
Il pm Ingroia: «Non mi candido, vado in Guatemala». Il pubblico: vai pure
«È escluso che possa candidarmi in nome di liste o sigle di partiti. Non mi pare che allo stato ci siano le condizioni per mie candidature in generale, ma certamente mai sotto le bandiere di un partito».
Così Antonio Ingroia a margine della presentazione del suo libro «Palermo» a Pontremoli (Massa Carrara). Il magistrato palermitano ha fugato ogni dubbio anche su un’eventuale sua candidatura non di partito ma fosse anche con una lista civica, se pure aggiungendo un ambiguo «per ora»: «Non vedo, per ora, le condizioni che questo sia.
Sul terreno ci sono già candidati di primo livello che possono fare meglio di me». Gli italiani non se ne dorranno, pare. Anzi. È stato chiaro quando, dal palco, Lucia Annunziata, accalorata nel tentativo di convincere Ingroia a non andare in Guatemala, ha chiesto l’aiuto del pubblico: «Alzi la mano chi vuole che Ingroia resti a Palermo». Hanno alzato la mano in dieci. Su trecento presenti.
Ingroia in Guatemala, si fa per dire
di Giancarlo Lehner
Ingroia ed altri associati pm siciliani, ce li ho mandati direttamente, ben oltre il Guatemala, benché permangano solo posti in piedi nell’affollatissimo Quel Paese.
Essendo sostenitore verticale della sburocratizzazione totale, non ho chiesto il permesso al Csm. Anzi, ce l’ho mandato pur esso.
Sull’Iva un importante successo
Possiamo rivendicare l’introduzione nel decreto sviluppo dell’Iva per cassa, cioè la possibilità di pagare l’Iva solo quando si è affettivamente incassata la fattura. Sono interessate 4.300.000 imprese italiane che fatturano fino a 2.000.000 di euro, quasi il 97 per cento delle imprese in Italia.
Un aiuto concreto a chi è in prima linea a combattere la crisi. Alla sinistra e ai benpensanti lasciamo le chiacchiere con cui – purtroppo – non si pagano gli stipendi.
Va bene Valérie Trierweiler, ma i tweet dei giornalisti e politici italiani?
Valérie Trierweiler, compagna di Francois Hollande, il 12 giugno scorso ha twittato una frase che ha fatto discutere: «Buona fortuna a Olivier Falorni che non ha demeritato, che si batte al fianco degli abitanti di La Rochelle da così tanti anni con un impegno disinteressato», ha scritto Trierweiler dall’account del popolare social network.
Il seggio di La Rochelle era conteso tra Ségolène Royal, la candidata designata dal partito, e Falorni, ex segretario della federazione socialista locale, espulso dal partito quando ha rifiutato di farsi da parte.
Dopo più di un mese il tweet incriminato è ancora oggetto delle attenzioni della stampa francese e internazionale, inclusa quella italiana. Leggi il resto di questo articolo »








