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Via libera del Cdm: incandidabile chi è condannato

Fuori i condannati dalle liste elettorali. È arrivato ieri in Consiglio dei ministri la fumata bianca al decreto liste pulite: niente candidatura a deputato, senatore, europarlamentare, membro di governo o di giunte regionali, comunali e provinciali, di chi riceverà una condanna definitiva a pene superiori ai due anni di carcere per reati contro la pubblica amministrazione, ma anche per mafia, terrorismo, traffico di esseri umani e altri crimini gravi.

Il divieto, come ricorda il Corriere della Sera, «vale anche per condanne ricevute nel passato (ma non al termine di un patteggiamento), che però ha una durata: il doppio delle pene accessorie ricevute e comunque non inferiore ai 6 anni. Chi riceverà la condanna, dopo essere stato eletto, decadrà dall’incarico. Ma nel caso dei parlamentari solo dopo un voto della Camera di appartenenza.

Una modifica che ha un po’ allentato le maglie rispetto alla previsione iniziale di un automatismo. La nuova norma potrebbe vedere il suo debutto gia’ alle prossime elezioni perche’ le Camere hanno 60 giorni per esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante.

A chi gli chiedeva se il venir meno dell’appoggio al governo da parte del Pdl fosse dovuto al decreto, Monti ha risposto: «Non sta a me far processi alle intenzioni». «È stato fatto un lavoro rigoroso e obiettivo, non influenzato dai sentimenti delle parti politiche», ha aggiunto, sottolineando che il provvedimento è in ottemperanza di una delega ricevuta dal governo precedente. Del resto a rivendicare la norma è stato lo stesso ex Guardasigilli, Angelino Alfano, che ha dichiarato: «Non riguarda il nostro presidente perché Berlusconi sarà assolto». E anche Marcello Dell’Utri sarà candidabile. Tra le maglie del provvedimento passano quasi tutti i parlamentari che avevano temuto di non poter ripresentarsi alle elezioni.