Print FriendlyStampa

#Cercasicrescita/ Passera, dacci la fase due!

Che fine ha fatto la fase due, quella della crescita? Svanita nel nulla, un’araba fenice: tanto che quest’anno il Pil, secondo Moody’s, l’Ocse e la Confindustria, peggiorerà di oltre due punti, e neppure per il 2013 è prevista la ripresa. L’Italia sarà dunque ancora a lungo il fanalino di coda dell’Europa, meglio solo della Grecia ma peggio della Spagna.

Il 24 agosto il governo aveva annunciato in pompa magna un consiglio dei ministri tutto dedicato alla crescita: peccato che dopo otto ore di discussione sia stato detto che si trattava solo di “un seminario”. Eppure bastava rendere operativi tre decreti già annunciati dal governo nei mesi scorsi per rimettere in moto l’economia.

Tre proposte concrete del Pdl sono state adottate come impegni di legge:

1.  L’inizio della restituzione dei crediti vantati presso la Stato dalle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, attraverso la loro certificazione bancaria.

2.  L’apertura dei cantieri per una serie di infrastrutture lasciate, già pronte, dal nostro governo. Cinquanta miliardi già sboccati dal Cipe sono in attesa di destinazione.

3.  L’Iva a zero sulle opere pubbliche strategiche.

Invece, solo parole. Su 393 norme per la crescita varate dal governo, ne sono entrate in vigore solo 53: poco più del dieci per cento. Anche la tanto pubblicizzata legge Fornero sul lavoro, sulla quale il governo ha perso tempo ed energie, vede il seguente risultato: zero decreti attuativi. Magari così fa meno danni; in realtà l’incertezza nelle aziende è un ulteriore fattore di crisi. Al tempo stesso le piccole imprese restano in attesa del visto ambientale unico e della “burocrazia zero”, mentre i salari di produttività, che il nostro governo aveva detassato, sono nuovamente soggetti ad imposte e contributi più stringenti.

Molte misure di crescita sono ormai scadute a fine agosto: a cominciare dagli sgravi per i neo-assunti previsto dal decreto sviluppo. Era stata largamente pubblicizzata l’agenda digitale: ma il governo non trova 450 milioni.