Libri sotto l’ombrellone/ Generazione Bim Bum Bam
L’uomo tigre. Tiger man. Lady Oscar. Ma anche Mazinga, Vultus V e, perché no, Heidi. In questo libro edito da Mondadori il quasi trentenne Alessandro Aresu racconta non soltanto dell’incredibile incontro tra Cristina D’Avena e Alessandra Valeri Manera, decisivo per la genesi di una trasmissione cult degli anni ’80, ma riesce ad evocare il clima di un periodo – corre l’anno 1981 – che «si colloca proprio qui: la televisione commerciale, Mubarak, i cartoni animati, «Noi siamo stati attesi sulla terra», Deng Xiaoping, l’invenzione di una generazione».
Bene: quell’anno (e quel programma) sono per l’autore una spia significativa di un immaginario, di uno stile e di un universo culturale di una generazione mal rappresentata.
Impossibile – sostiene Aresu – che nella vita delle nazioni si proceda di miracolo in miracolo. «Che i miracoli esistano o no, ciò che conta è saper vivere dopo che sono finiti, come quando la porta della cameretta si spalanca, alla fine di Bim Bum Bam». Parole che dovrebbero stappare le orecchie a tanti instancabili piagnoni di professione. Nel libro Berlusconi e Travaglio, Scalfari e Uan, Spank e John Rawls sono citati con pari dignità e collocati in un contesto armonioso che rende bene cosa furono quegli anni ruggenti per il nostro paese e per il piccolo schermo.
Da leggere, possibilmente, ascoltando su You Tube le sigle dei cartoni animati giapponesi. Mila e Shiro e La Stella della Senna, tanto per cominciare.






