Legge elettorale, la proposta del Pdl
Premio di governabilità al 10%; preferenze; in caso di più preferenze ci deve essere parità di genere.
Sono queste alcune delle novità contenute nella proposta di legge elettorale presentata dal Pdl al Comitato ristretto della commissione Affari costituzionali del Senato.
Nella proposta di riforma della legge elettorale messa a punto dal Pdl si prevede un premio di governabilità pari al 10% alla lista che prende più voti sul piano nazionale. Per ciascuna lista circoscrizionale 2/3 dei candidati sono scelti con i voti di preferenza e la restante parte con lista bloccata.
Ogni elettore può esprimere fino a tre voti di preferenza. Nel caso se ne esprimesse più di uno, la scelta deve comprendere candidati di entrambi i generi, pena la nullità dei voti di preferenza successivi al primo. Nelle circoscrizioni in cui si attribuiscono complessivamente fino a cinque seggi, ogni elettore potrà esprimere una sola preferenza.
Ogni lista deve essere composta da due elenchi di candidati. Nel primo ci sono quelli la cui elezione è determinata in base ai voti di preferenza e il numero di questi non può essere inferiore a due terzi. Il secondo elenco è costituito invece da quei candidati la cui elezione è determinata in base all’ordine di presentazione e il loro numero non può essere superiore ad 1/3.
Nel testo messo a punto dal PdL e presentato al Comitato dal vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello, si prevede una soglia di sbarramento: il 5% a livello nazionale; il 10% in cinque circoscrizioni. Per quanto riguarda il Senato c’è una soglia di sbarramento dell’8% a livello regionale.






