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Banca centrale, l’arma nascosta

 

L’11 marzo 1990 la Lituania dichiarò l’indipendenza dall’Unione Sovietica, innescando la frammentazione di una superpotenza. Il 25 giugno 1991, la Slovenia e la Croazia fecero sapere che da quel giorno non avrebbero più fatto parte della Jugoslavia. Il resto della storia è noto. […]

[…] Se ieri la Spagna, l’Italia ma anche le banche francesi e tedesche hanno vissuto momenti di vera e propria capitolazione sui mercati, è anche perché la storia resta incisa nel codice genetico degli investitori. Per loro non si tratta più tanto di capire se la Grecia resterà nell’euro, ma se la moneta unica sopravviverà. La Bundesbank tedesca ammonisce severamente Atene. In Finlandia o in Olanda, così piccole e così apparentemente impeccabili, l’ipotesi di tornare alla moneta nazionale fa ormai parte delle conversazioni quotidiane sempre più condizionate dai populisti. […] 

[…] Forti e deboli, virtuosi e imperfetti, fino a poche estati fa tutti si illudevano di navigare un mare in bonaccia. […] Ciò che accade in questi giorni ci dice che non è così. I mercati sono passati dalla sfiducia nei confronti della Spagna, o dell’Italia, a quella verso il sistema di cui tutti facciamo parte. Il primo passo per spezzare la spirale è che le istituzioni vitali dell’euro dimostrino di avere ancora forza da spendere e molto coraggio. La Banca centrale europea sarà determinante nelle prossime settimane, in un senso o nell’altro. Il suo presidente, Mario Draghi, ha detto che la Bce è disposta ad agire «senza tabù» e probabilmente è il segnale che potrebbe impegnarsi in una campagna di creazione di moneta e acquisti massicci di titoli di Stato. È la via non convenzionale che la Federal Reserve, la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone conoscono bene. Ma quelle sono le banche centrali di nazioni coese. La sequenza di eventi in Europa dimostra invece che senza sufficiente capitale di fiducia fra le parti nessuna misura alla lunga basterà.

Se gli europei non sapranno ricostruire questo capitale, anche il grattacielo della Bce finirà per apparire una cattedrale nel deserto.

(Tratto dal Corriere della Sera, a firma Federico Fubini)