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Va bene Valérie Trierweiler, ma i tweet dei giornalisti e politici italiani?

 

Valérie Trierweiler, compagna di Francois Hollande, il 12 giugno scorso ha twittato una frase che ha fatto discutere: «Buona fortuna a Olivier Falorni che non ha demeritato, che si batte al fianco degli abitanti di La Rochelle da così tanti anni con un impegno disinteressato», ha scritto Trierweiler dall’account del popolare social network.

Il seggio di La Rochelle era conteso tra Ségolène Royal, la candidata designata dal partito, e Falorni, ex segretario della federazione socialista locale, espulso dal partito quando ha rifiutato di farsi da parte.

Dopo più di un mese il tweet incriminato è ancora oggetto delle attenzioni della stampa francese e internazionale, inclusa quella italiana. La quale, tuttavia, si guarda bene dal sottolineare la moltitudine di giornalisti affetti da sindrome dichiarativa ossessivo compulsiva, che dissertano di tutto e di tutti. O quei politici o aspiranti tali che twittano errori ortografici uno dopo l’altro mentre snocciolano banalità di ogni sorta.