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Fisica: il Cern conferma, scoperta la particella di Dio

 

Ora è ufficiale: il bosone di Higgs, la particella di Dio che spiegherebbe come mai tutte le cose nell’universo hanno una massa, esiste. A confermarlo in una nota il Cern di Ginevra.

La particella è «coerente con il bosone di Higgs tanto a lungo cercato», hanno scritto i fisici del Cern in un comunicato aggiungendo che dovranno essere esaminati ulteriori dati per identificare con precisione il ritrovamento della particella.

È praticamente mezzo secolo che gli scienziati stanno lottando per scoprire questa particella. «Abbiamo raggiunto una pietra miliare nella comprensione della natura», ha detto il direttore generale del Cern Rolf Heuer.

«La scoperta di una particella coerente con il bosone di Higgs apre la strada a studi più dettagliati sulle proprietà della nuova particella, ed è probabile che si farà luce su altri misteri del nostro universo», ha aggiunto.

La scoperta del bosone di Higgs dovrebbe convalidare il Modello Standard, la teoria che identifica i ‘mattoni’ della materia e le particelle che trasmettono le forze fondamentali. 

Si tratta di una teoria di grande successo ma con diverse lacune, come perché alcune particelle hanno la massa e altre no. La teoria dell’esistenza della «particella di Dio» è stata elaborata per la prima volta nel 1964 dal fisico britannico Peter Higgs. Secondo lo studioso, tale particella si troverebbe in un campo invisibile e onnipresente creato dal Big Bang circa 13,7 miliardi di anni fa.

Lacrime di commozione sul viso del fisico Peter Higgs, il ‘papà’ del bosone che porta il suo nome.

Higgs, che ha preso parte alla conferenza del Cern a Ginevra, è stato il primo a intuire l’esistenza di questa particella che dà la massa a tutte le cose. E oggi è un giorno davvero speciale per lui. «Mai stato così felice» ha sussurrato lo scienziato davanti alla standing ovation che la comunità del Cern gli ha tributato.

Membro della Royal Society inglese, Peter Higgs, classe 1929, è principalmente noto per la proposta avanzata negli anni sessanta, all’interno della teoria elettrodebole, che mira a spiegare l’origine della massa della particelle elementari in generale e dei bosoni W e Z in particolare.

Il noto “Meccanismo di Higgs” ha predetto l’esistenza di una nuova particella subatomica denominata appunto bosone di Higgs, e ormai universalmente nota col soprannome di “Particella di Dio”. Con la scoperta di oggi, il meccanismo di Higgs viene ratificato come importante ingrediente del Modello standard

Higgs ha elaborato la sua teoria nel 1964 mentre passeggiava per le colline scozzesi, quando all’improvviso è corso in laboratorio dichiarando di aver maturato«one big ide», una grande idea. Higgs, pur dichiaratamente ateo, sembra si sia sia dispiaciuto del soprannome ‘particella di Dio’ dato alla ‘sua’ creatura in quanto lo scienziato temerebbe che questa definizione possa in qualche modo offendere le persone religiose.

Si prevedeva che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle mai costruito al mondo, inaugurato al Cern di Ginevra nel settembre 2008 e che, per inconvenienti tecnici, ha iniziato a fornire dati dal novembre 2009, potesse essere in grado di verificare l’esistenza del bosone di Higgs.

Oggi è dunque arrivata la conferma che l’intuizione di Higgs è una realtà e il papà della particella di Dio è a Ginevra per raccogliere l’abbraccio della comunità scientifica considerata tra le più forti e importanti del mondo. Per il suo notevole contributo alla fisica teorica, Peter Higgs è stato decorato numerose volte con premi e riconoscimenti, tra i quali la medaglia Dirac e il premio Wolf per la Fisica.