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Spending review/ Arrivano i prezzi target per la sanità

 

Comprare una siringa sterile dovrebbe costare a una Asl o un ospedale solo 2 centesimi di euro, e non 65 centesimi come avviene in qualche parte della penisola.

Mentre il costo di una giornata alimentare di un paziente non dovrebbe superare i 9,40 euro, e il singolo pasto del dipendente non dovrebbe andare oltre i 4,62 euro. E risparmi si potrebbero ottenere anche dai servizi di lavanderia, non superando il costo, per ogni paziente, di 3,50 euro per ogni giornata di degenza.

Sono questi alcuni esempi dei prezzi di riferimento di un ampio paniere di beni e servizi acquistati dal Servizio Sanitario nazionale e pubblicati online dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (Avcp) al termine di un minuzioso lavoro di indagine. Obiettivo quello di intervenire su una serie di categorie, dai dispositivi medici ai principi attivi, dal servizio di ristorazione ai servizi di pulizia e di lavanderia, che incidono in maniera rilevante sul contenimento della spesa sanitaria e dalle quali si potrebbero ottenere risparmi importanti, considerato che il paniere di beni e servizi acquistati dal comparto Sanità vale circa 35 miliardi, ovvero il 30% del Fondo sanitario nazionale. 

I parametri, sempre inferiori al prezzo medio attuale, individuati dall’Autorita’ per la Vigilanza sui Contratti Pubblici in base ad una serie di griglie realizzate dell’Agenas e previsti dalla Manovra 2011, potranno dunque essere utili alle Regioni per le nuove gare d’acquisto, così da ridurre quella ‘forbice’ dei prezzi per gli acquisti delle Asl che, oggi, raggiunge addirittura il 1.200% tra diverse realtà. Con differenze di prezzo per l’acquisto di una stessa tipologia di beni che sono spesso macroscopiche: cosi’, una siringa può costare da 3 a 65 centesimi e il prezzo di una protesi all’anca puòvariare da 284 a 2.575 euro da una Asl all’altra. Discorso analogo per gli inserti di tibia, che servono per ridare mobilitàal ginocchio: in questo caso si pagano da 199 euro fino a 2.479 euro, 12 volte in più.

«I prezzi rilasciati vanno comunque interpretati con cautela – sottolinea l’Autorità vigilante – tenuto conto dell’eterogeneità che spesso caratterizza i beni ed i servizi acquisiti». Si tratta, in sostanza, di un primo passo sulla strada della razionalizzazione, in attesa del provvedimento sui costi standard che dovrebbero entrare in vigore dal 2013.