Verso Bruxelles/ Forza Mario!
Al summit di Bruxelles Mario Monti promette di battere il pugno sul tavolo, di esercitare il diritto di veto se non verranno soddisfatte le richieste italiane, insomma di tirar fuori gli attributi.
Se terrà fede agli impegni presi in Parlamento, che quindi dovrebbero essere vincolanti, il premier potrebbe restare al vertice ben oltre la sua conclusione, anche per tutta la domenica, costringendo alla stessa cosa le altre delegazioni. Ma soprattutto l’Italia fa sapere di essere pronta ad esercitare il veto se non otterrà significativi passi avanti da Angela Merkel.
L’oggetto dello scambio dovrebbero essere il ‘sì’ alla Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie comunitarie che stanno a cuore a Berlino e Parigi, ed il via libera della Merkel allo scudo anti-spread, cioè la licenza ai due fondi salva-stati (Efsf e Esm) di intervenire a calmierare gli spread dei paesi che attuano le riforme imposte dall’Europa ma che restano sotto attacco della speculazione. E’ il caso dell’Italia: che dopo la richiesta di aiuto per le sue banche presentata dalla Spagna rischia seriamente di essere direttamente sulla linea del fuoco.
Il meccanismo proposto da Mario Monti è una soluzione tampone perché non dà ancora alla Bce i poteri di banca garante di ultima istanza: per questo occorrerebbe stampare euro, come la Fed stampa dollari e la Bank of England sterline, e così via. Ma almeno assegna all’Eurotower un braccio armato più efficace dei passati interventi della stessa Bce sul mercato secondario.






