Pirlo contro Merkel, la battaglia finale
di Carlo Sacchetti
Una piccola provocazione, tra il serio e il faceto. Ma siamo veramente sicuri che le sorti dell’Eurozona (e forse del nostro Governo) siano completamente nelle mani del prossimo vertice di Bruxelles, per il quale abbiamo approvato in tutta fretta la riforma del lavoro che tanto piace al presidente Squinzi di Confindustria?
Forse no, non in questo momento in cui oltre alla pelle ci stiamo giocando la palla, quella dei Campionati europei di calcio, che ancora una volta vedono Italia e Germania contrapposte, come accadde nel 70, nell’82 e nel 2006. Oggi, tuttavia, lo scenario socioeconomico è ben diverso, con una crisi che è quasi planetaria ed una contrapposizione che è anche politica tra “core” countries, come la Germania, non ancora “affetta” dalla crisi, e “peripheral” countries, come Grecia, Italia, Spagna e co., che la crisi e la recessione l’hanno già sentita o cominciano, e che al tempo stesso vogliono portarsi a casa l’ambito trofeo. Anche per dimostrare qualcosa.
E sono i politici per primi a caricare i tornei calcistici di simbologie, in virtù delle quali Angela Merkel, in un momento come questo, chiede ai convenuti ad un summit di darci una botta che deve andare allo stadio, dove si siede a fianco del presidente francese dell’UEFA, Michel Platini, cercando di dare a bere un’affinità franco-tedesca che sembra essersi dissolta.
E allora, che non possa essere un altro “cucchiaio” di Pirlo alla Germania, di quelli che fanno abbassare le ali, come dice lui, magari accompagnato dall’endorsement odierno di Hollande a Monti per il prossimo vertice di Bruxelles, a convincere la Cancelliera che forse la mutualizzazione del debito europeo, che lei intende respingere finché avrà vita (così a lungo rimarrà al potere?), un domani potrebbe servire pure al suo Paese.
Anzi, a ben guardare le statistiche che riporta Soccernomics 2012, il rapporto che redige la banca olandese Abn Amro per studiare le ripercussioni economiche di grandi eventi calcistici come questo, ricaviamo che i Paesi dell’Europa che negli ultimi otto anni hanno vinto tornei europei e mondiali (Grecia nel 2004, Italia nel 2006 e Spagna nel 2008 e 2010), sono quelli che hanno visto colare a picco i loro rating dopo poco tempo, con le conseguenze che ormai tutti noi conosciamo. A buon intenditor….
P.S.: Abn Amro, però, dice anche che vinceranno loro.






