Print FriendlyStampa

Il Papa rinnova la Curia, Monsignor Paglia al Dicastero per la Famiglia

Mentre continuano a inseguirsi le voci – e anche le smentite – su una prossima sostituzione del cardinale Tarcisio Bertone al vertice della Segreteria di Stato, hanno il sapore del rinnovamento, soprattutto in termini di età ma non solo, le nomine di Curia decise ieri da Benedetto XVI. Un giro di avvicendamenti solo in parte attesi, che arrivano a pochi giorni dalla tradizionale scadenza della festa dei Santi Pietro e Paolo, ma anche nel pieno delle tensioni innescate dalla vicenda ‘Vatileaks’.

Una delle novità principali è l’arrivo del vescovo Vincenzo Paglia, 67 anni, finora vescovo di Terni-Narni-Amelia, tra i fondatori della Comunità di Sant’Egidio, alla presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Paglia prende il posto del cardinale Ennio Antonelli, 76 anni il prossimo novembre, di cui il Papa ha accettato la rinuncia per raggiunti limiti di età a pochi giorni dal principale evento patrocinato dal dicastero, l’Incontro Mondiale delle Famiglie svoltosi a Milano all’inizio del mese.

Con Paglia, che ne è stato assistente ecclesiastico generale, la Comunità di Sant’Egidio fa il suo ingresso nella Curia vaticana. «In me si affollano una marea di sentimenti ed emozioni, il Papa mi chiede di ripartire e di fare i bagagli per andare altrove, io obbedisco»: è stato il suo primo commento.

«Papa Benedetto – ha detto il vescovo – mi dice di tornare a Roma mentre si trova in mezzo alle famiglie terremotate dell’Emilia. Non è un fatto casuale, ma significa che dovrò seguire le orme di Benedetto nelle frontiere più problematiche e la famiglia è una di queste. Cercherò di seguire l’insegnamento di Benedetto e di Giovanni Paolo II, che istituì il Pontificio Consiglio della famiglia proprio pochi giorni dopo aver visitato Terni e poco prima dell’attentato che lo colpì».

Paglia ha spiegato di considerare il nuovo compito «come una missione, un impegno da affrontare con fatica ma anche con coraggio». «La famiglia – ha aggiunto – è un tema che riguarda tutto il mondo ma anche la Chiesa, un punto di riferimento per tutti. Il compito è quello di renderla stabile e rendere così stabile tutta la società. Bisogna rendere la famiglia inossidabile, di acciaio inossidabile».

L’altra nomina di rilievo è quella del nuovo archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, al posto del già ‘pensionato’ cardinale Raffaele Farina: la scelta è caduta sull’arcivescovo francese Jean-Louis Brugues, 69 anni, dell’ordine dei frati predicatori, finora segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica. A lui, nel prossimo Concistoro, spetterà quindi una ”berretta” da cardinale.

Prima di entrare nell’ordine religioso, Brugues aveva frequentato studi di Diritto, Lettere, Scienze Politiche e persino all’Ena, la Scuola Nazionale di Amministrazione, l’incubatrice della classe dirigente francese.

Il Papa ha nominato inoltre nuovo reggente della Penitenzieria Apostolica, al posto di monsignor Gianfranco Girotti, che esce anch’egli per raggiunti limiti di età, un prete polacco di appena 47 anni, monsignor Krzysztof Jozef Nykiel, finora officiale dell’ex Sant’Uffizio. L’arcivescovo statunitense Joseph Augustine Di Noia, 69 anni, finora segretario della congregazione per il Culto Divino e in passato collaboratore dello stesso Ratzinger come sottosegretario alla Dottrina della Fede, è il nuovo vice presidente della Pontificia Commissione ”Ecclesia Dei”, l’organismo incaricato di risolvere la questione degli scismatici lefebvriani. Il vescovo di Leeds, monsignor Arthur Roche, 62 anni, diventa segretario del dicastero per il Culto proprio al posto di Di Noia. Il vescovo di Kigoma (Tanzania), monsignor Protase Rugambwa, 52 anni, diventa invece segretario aggiunto di Propaganda Fide e presidente delle Pontificie Opere Missionarie al posto dell’italiano Piergiuseppe Vacchelli.

Tra le nomine che erano attese, manca ancora quella del nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in sostituzione del cardinale americano William Joseph Levada, 76 anni, che da tempo ha chiesto di tornare negli Stati Uniti. In ‘pole position’ resta sempre l’attuale vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller, molto stimato da Benedetto XVI.

L’ufficializzazione non dovrebbe farsi attendere.