Aumenta la frammentazione e diminuiscono le idee
di Giovanni Calabresi
Passa il tempo ed aumenta il livello di potenziale frammentazione dello scenario politico.
A sinistra, Walter Veltroni sembrerebbe lavorare ad una nuova formazione con a capo l’ex direttore di Repubblica, Concita de Gregorio e costituita prevalentemente da forze giovani e fresche. Intanto, nel Pd, Bersani e compagni stanno preparando il trappolone a Matteo Renzi, proponendo primarie molto aperte e con un regolamento stringente, che potrebbe prevedere un albo degli elettori del centrosinistra, per evitare infiltrazioni dall’esterno.
Nel centrodestra la situazione non è migliore: le probabili primarie del Pdl porteranno alla presentazione di molti candidati, ognuno con un proprio conto da regolare nei confronti dei vertici del partito: Alfano, Galan, Santanchè, Alemanno sono solamente i primi nomi, ma ve ne potrebbero essere altri. La frammentazione interna e la guerra di tutti contro tutti saranno una logica conseguenza. Il tutto mentre, sullo sfondo ed in segreto, si sta preparando la lista personale di Vittorio Feltri, su idea – sembra – della famiglia Rizzoli e di Daniela Santanchè. A tutta prima viene in mente che si tratti di un metodo per riversare nella nuova lista, una serie di nomi che non troverebbero spazio nello stesso Pdl. Insomma, la logica della new company e della bad company.
Sono ovviamente tutte ipotesi giornalistiche e, finchè non ci sarà il nuovo sistema elettorale, sono destinate a rimanere tali, ma la situazione è inquietante, perché non solamente non si stanno studiando strategie, ma non siamo nemmeno a livello di tattica. Si sta solamente cercando il sistema di ridistribuire gli scranni in Parlamento, partendo prima dai contenitori e poi, forse, pensando ai contenuti. Sembra di essere tornati indietro ai primi anni ’90, quando in piena crisi dei partiti, anziché diminuire, questi tendevano ad aumentare. Vi ricordate il Partito dell’Amore, della povera Moana Pozzi? La situazione è ancora più triste se pensiamo che questa frammentazione è dovuta al fatto che i grandi vecchi della politica non vogliono tirarsi indietro nonostante – come si dice in gergo – siano ormai “bolliti”. Solo un esempio: in questi giorni si è tenuto il coordinamento regionale toscano del Pdl a Siena, il cui Comune è stato commissariato dopo le vicende del Monte dei Paschi.
Ebbene, si sono sentiti sempre gli stessi discorsi, pronunciati dalle stesse persone, che sono lì da 18 anni per quanto riguarda gli esponenti provenienti da Forza Italia e da molto più tempo per ciò che attiene agli ex An. Continuano ad affermare che è arrivato il momento di elaborare una strategia per mandare a casa la sinistra. Peccato che poi, in occasione delle amministrative, i candidati a Sindaco li tirino fuori sempre e solamente all’ultimo momento, senza strategia e con programmi partoriti in extremis, come i bambini che fanno i compiti a poche ore dalla fine delle vacanze. Poi si meravigliano che la gente non vada a votare…






