Monti: «È un momento cruciale per l’Europa. Subito riforme e operazione crescita»
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha riferito in Aula alla Camera sul vertice europeo del 23 maggio scorso e sulle misure anticrisi che saranno discusse anche nella nuova riunione di fine giugno a Bruxelles.
«Sono lieto di questa occasione per fare il punto sulla dinamica delle decisioni europee in una fase particolarmente intensa e cruciale per l’Europa e per il nostro Paese». Mario Monti, nell’informativa alla Camera sulla situazione nell’Eurozona, ha descritto una «fase particolarmente intensa e cruciale per l’Europa» e ha spiegato che in vista dell’«appuntamento più rilevante a Bruxelles», cioè il Consiglio europeo di fine mese, «il governo cerca, con l’appoggio e il retroterra importantissimo del Parlamento, di essere protagonista non solo nei vertici ma anche nella costruzione del consenso» del percorso che va da qui al 28 giugno quando «avremo una serie di momenti di avanzamento parziale verso le decisioni».
«Sono qui per fare il punto sulla dinamica di una fase intensa e particolarmente cruciale per l’Europa e per il nostro paese» ha affermato inoltre il presidente del consiglio, sottolineando poi: «non ho né chiesto né ricevuto telefonate con la Cancelliera Merkel. Oggi sarò a Berlino dove incontrerò il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schauble». Parlando ancora del panorama internazionale Mario Monti ha detto che è «comprensibile l’apprensione con cui Obama» segue la situazione in Europa.
Il governo italiano «sta cercando di essere protagonista non solo nei vertici ma nella fase di costruzione del consenso», in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno a Bruxelles.
L’assistenza internazionale nei confronti di un paese in difficoltà – come è accaduto per la Spagna ma solo per il settore bancario – ancora ancora può essere accettato, ma cosa diversa è avere «un’assistenza generalizzata che interviene finché un paese non resta in piedi da solo. Questo vuol dire avere seduti quasi come governatori di un paese il Fondo Monetario Internazionale, la Bce e la Commissione Europea. Io credo che il Parlamento condivida il sentimento del governo che auspicare, sì, parziali cessioni di sovranità nazionali come processo condiviso, ma non una cessione asimmetrica della propria sovranità». Così ha continuato il presidente del Consiglio, Mario Monti, che ha quindi aggiunto che è vero che «gli sforzi che gli italiani hanno fatto e stanno facendo sono duri, ma sarebbero ancora più duri da accettare e maggiore sarebbe il senso di alienazione e frustrazione se questi sforzi fossero stati dettati da una Trojka».
«L’Italia ha dato sufficienti rassicurazione all’estero e ai mercati di aver messo a posto la sua Casa» ha detto ancora. Poi ha spiegato: «lo spread negli ultimi tempi è risalito dopo essere sceso per alcuni mesi non per un fatto specifico italiano ma per turbolenze del mercato europeo connesse alla situazione della Grecia». «Se dal Consiglio europeo del 28 ci sarà un credibile pacchetto europeo sulla crescita» e «se si recepisce una prospettiva di sviluppo, allora – ha sottolineato – lo spread italiano diminuirà. Perché è ancora così alto? Perché il debito pubblico è alto e l’Italia, pur apprezzata per le nuove decisioni, si tirerà dietro questo debito per lungo tempo. Ma soprattutto quello che preoccupa i mercati è la scarsa crescita. Se ci saranno misure per la crescita allora i mercati riterranno più sostenibile la finanza, lo spread scenderà e i tassi saranno più bassi».
All’inizio del governo Monti «eravamo sottoposti a paterni e talvolta materni consigli» che suggerivano all’Italia di fare ricorso agli aiuti Ue. Il riferimento pare indirizzato alla cancelliera tedesca Angela Merkel anche se il premier non l’ha affatto nominata se non per smentire, in un passaggio precedente del suo discorso, di aver parlato con lei al telefono ieri.
«Nei primi due-tre mesi abbiamo avuto dall’Ue questo tipo di comunicazione – ha spiegato Monti – ma abbiamo preferito che il Paese facesse da sé anche se non è disdicevole essere assistiti. Un’assistenza generalizzata perché un paese non si rimette in piedi da solo, vuol dire avere seduti, quasi come governatori, la commissione Ue, la Bce e il Fondo monetario. Credo che il Parlamento condivida il sentimento del governo di auspicare parziali cessioni di sovranità nazionale nel contesto Ue ma non di dover cedere in modo asimmetrico parte della propria Sovranità».
Riguardo la situazione nel nostro Paese il premier ha spiegato: «Siamo tutti consapevoli dell’ansia di crescita, così necessaria, e l’ansia ci può portare qualche volta a dividere il tempo in categorie logiche che non hanno grande riscontro nella realtà. Avuti questi buoni risultati sul fronte della stabilità potremmo ben chiudere la fase uno e aprire la fase due: non è così, prima di tutto perché la disciplina dovrà essere nostra compagna di viaggio, alla quale ci abitueremo e che non è necessariamente foriera di depressione e recessione, se accompagnata da politiche adeguate. E poi perchè, udite udite, sulle azioni per la crescita il governo si è messo al lavoro già all’inizio della propria attività e in provvedimenti come il pesante pacchetto ‘salva Italia’ e altri provvedimenti per evitare situazioni molto compromettenti per il Paese, abbiamo già ricavato all’interno misure pro-crescita».
«Provvederemo nei prossimi giorni a un altro piccolo concentrato di misure per la crescita. Non chiamiamolo decreto crescita o sviluppo, ma lo chiamerei ‘operazione crescita’. Quando l’opinione pubblica valuterà il provvedimento bisogna ricordare che non sarà la prima cosa che viene fatta per la crescita. Ma ci vuole tempo perché si abbia dei risultati. Abbiamo creato un ministro per lo sviluppo in modo da muovere energie verso la crescita”. Così ancora il premir Mario Monti nella sua informativa alla Camera.
«Le nostre banche sono stabili e non hanno indulto a finanziare la speculazione», è uno dei punti all’attivo del nostro sistema Paese che Mario Monti indica al Parlamento nell’informativa alla Camera. Il presidente del Consiglio ha sottolineato anche che «il nostro tasso di disoccupazione è più basso di quello di altri paesi». Dunque, è il messaggio di Monti in una «fase cruciale», «siamo molto sereni per come l’Italia si presenta nel quadro internazionale e ai mercati».
Approvare il più rapidamente possibile le riforme che al momento sono all’esame delle Aule e delle commissioni parlamentari. È questo “il suggerimento” che Mario Monti ha rivolto ieri a Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, nell’incontro di palazzo Chigi.
«Ho ritenuto di esporre loro con chiarezza – ha spiegato il premier in aula alla Camera – la situazione che presenta aspetti positivi ma che presenta anche tensioni nei mercati molto, molto gravi e che ‘ri-toccano’ l’Italia. Il suggerimento che ho dato ai capi dei partiti che sostengono il governo, è quello, se possibile, di un’intensificazione dell’azione in particolare per quanto riguarda i tempi. Ci sono delle decisioni che sono nelle aule parlamentari – ha spiegato Monti – e tutto quello che sarà possibile fare per portare a conclusione il più rapidamente possibile, gioverà a togliere quell’idea di ‘mezza cottura’ che consente agli osservatori non sempre benevoli verso l’Italia di dire sì la riforma è buona, ma chissà se il Parlamento la approverà».
E poi ancora: «ciò che preoccupa i mercati finanziari e le agenzie di rating è la scarsa crescita, che preoccupa anche noi. Se ci sarà crescita pagheremo uno spread inferiore, i tassi di interesse scenderanno, le imprese saranno facilitate negli investimenti e ciò ci metterà al riparo dal contagio». «Confido che sapremo avvalerci di questa grossa nuova difficoltà che si è profilata per avere uno sforzo raddoppiato sul fronte delle politiche europee e interne all’Italia». Lo ha affermato, a proposito delle nuove tensioni nei mercati, il premier Mario Monti intervenendo in Aula alla Camera.






