Ue, Russo: «La Pac deve unire, non omologare»
«Non è il parametro per ettaro che rende ragione dei contributi diversi, semmai bisogna lavorare per migliorare la competitività delle nostre aziende migliorando performance ed attenzioni per l’ambiente»: è quanto, sulla Pac, ha evidenziato di fronte ai colleghi europei, il presidente della commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo che sta partecipando ai lavori della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni dei Parlamenti dell’Unione europea in corso oggi e domani a Copenaghen.
«La politica agricola comune – ha proseguito Russo – ancora una volta deve svolgere una funzione che esula dall’aspetto strettamente di merito per diventare luogo di aggregazione dei Paesi, dei cittadini ed ovviamente anche degli agricoltori europei».
«La Pac non può non essere che unica, uguale, strategicamente unificante. Altra cosa però – ha evidenziato il parlamentare – è perseguire una politica che omologhi, renda uguali le produzioni, massifichi verso le criticità e l’arcaico. Riconoscere le diversità non significa alimentarle, semmai comprendere l’inestimabile valore di chi produce eccellenze nel rispetto di una tracciabilità assoluta affrontando e competendo sui mercati nazionali ed internazionali».
Nel corso dell’intervento Russo si è soffermato anche sui tempi della riforma: «Siamo a giugno 2012 e gli agricoltori d’Europa hanno assoluta necessità di avere un quadro certo, definito e chiaro per poter programmare produzioni ed innovazioni. Ritardi ed incertezze non rendono ragione della straordinaria crisi che travolge le nostre comunità. Una Pac condivisa e tempestiva potrebbe esse una risposta utile all’agricoltura ed ancor più strategica per la società che potrebbe riconoscersi nei valori etici e negli esempi di socialità della ruralità».






