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Balcani: Frontex, la regione continua a essere terra di passaggio per immigrati irregolari

L’aumento dell’immigrazione clandestina lungo il confine greco-turco, la liberalizzazione dei visti per i cittadini di Albania e Bosnia-Erzegovina e la creazione di collegamenti aerei diretti tra la Turchia e i paesi dei Balcani occidentali hanno causato una «ulteriore evoluzione» dell’immigrazione irregolare nel 2011.

È quanto emerge da un analisi di Frontex, l’agenzia dell’Unione europea per la gestione delle frontiere esterne, incentrati sui Balcani occidentali. «L’aumento dei flussi migratori illegali lungo la frontiera greco-turca ha continuato ad avere un impatto negativo in tutti i Balcani occidentali, come gi avvenuto nel 2010. All’inizio del secondo semestre del 2011 la situazione peggiorata. In particolare nelle frontiere tra la Serbia e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, dove i rilevamenti sono quadruplicati rispetto al 2010», riferisce Frontex.

La frontiera tra Slovenia e Croazia senza dubbio la pi frequentata: basti pensare che nel 2011 i flussi regolari in ambo le direzioni hanno coinvolto 47 milioni di persone e 21 milioni di veicoli, in aumento rispettivamente del 6 e del 5 per cento rispetto al 2010. La liberalizzazione dei visti in Albania ha portato, come previsto, a un drastico calo degli ingressi illegali lungo il confine geco-albanese (dai 52.700 del 2011 a 6.472 nel 2011). Frontex sottolinea tuttavia un preoccupante aumento delle richieste di asilo prominenti da Albania e Bosnia-Erzegovina, aumentate del 70 per cento rispetto al 2010. Il primato appartiene comunque alla Serbia, nonostante un calo del 20 per cento delle richieste di asilo.

Gli accordi di libero scambio firmati dalla Turchia con tutti i paesi dei Balcani occidentali, combinati alla liberalizzazione dei visti per tutti i cittadini balcanici (anche quelli del Kosovo), ha inoltre portato ad un aumento del commercio e dei passeggeri regolari senza precedenti. Di conseguenza, Slovenia, Ungheria e Croazia hanno registrato un significativo aumento di ingressi irregolari turchi verso l’area Schengen da Croazia e Serbia. Frontex individua comunque nei flussi migratori irregolari dalla Grecia ai Balcani occidentali il maggior fattore di rischio, anche a causa delle attuali misure di respingimento che «restano ampiamente inefficaci».

Finché entrare nell’Ue attraverso la Grecia sarà considerato relativamente facile, «nuovi migranti continueranno ad arrivare dalla Turchia», prosegue l’analisi, aggiungendo che «una parte sostanziale» di questi ultimi «userà i Balcani occidentali come terra di passaggio per proseguire il loro percorso verso gli Stati membri dell’Ue». Il futuro ingresso della Croazia nell’Unione europea, previsto nel giugno 2013, «probabilmente non avrà un impatto nella composizione e nella grandezza dei flussi di transito attraverso la regione dei Balcani, nonostante glie stesi confini marittimi del paese».

Allo stesso tempo, conclude l’analisi, «se la Romania e la Bulgaria entreranno entrambe nello spazio Schengen, probabilmente non prima del 2013, la Grecia non sarà più un exclave Schengen». Questo fatto creerà «nuove opzioni per i migranti che risiedono illegalmente in Grecia e per i nuovi arrivi dalla Turchia» e, di conseguenza, «un generale aggiramento della rotta dei Balcani occidentali».