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Il centrodestra ha solo due alternative

di Giovanni Calabresi

Siamo proprio sicuri che un blitz elettorale in questo momento non sarebbe in grado di rianimare l’elettorato moderato che si è astenuto alle Amministrative e non ridarebbe entusiasmo ai tanti delusi dal centrodestra?

Guardiamo lo scenario, partendo dalle evidenze: il Pdl è uscito dalle urne di domenica e lunedì scorsi con le ossa rotte. Il Pd ha sostanzialmente perso, ma non lo ammetterà mai . Diciamo, per farlo contento, che ha pareggiato. Il Terzo Polo è un ectoplasma e lo stesso Pierferdinando Casini l’ha messo in soffitta in attesa di trovare un cassonetto per la raccolta differenziata. Fini è svanito; lo stesso dicasi per Rutelli.

Ergo, il Governo Tecnico poggia su gambe molto gracili. Bene che vada, per non dilapidare anche quel poco di consenso che rimane loro, i partiti della maggioranza a sostegno di Monti e Company, dovranno passare da un distinguo all’altro. L’alternativa è arrivare al 2013 in condizioni ben peggiori delle attuali.

Ecco che sorge un paradosso: il Pdl ha molto tempo davanti per finire di liquefarsi , ma pochissimo per riorganizzare l’area moderata in modo da affrontare le politiche dell’anno prossimo con un nuovo assetto.

Adesso passiamo alle opzioni. La prima è esogena rispetto ai partiti e riguarda il Governo. L’Esecutivo, infatti per poter sperare in un sostegno convinto delle forze politiche di maggioranza e che sia condiviso dagli elettori, deve cambiare registro e passare immediatamente dalla fase della tassazione selvaggia a quella del rilancio. Deve ripensare l’IMU e trovare qualche alternativa credibile che non penalizzi chi si è sudato la propria casa. Forse si potrebbe pensare ad una patrimoniale una tantum per redditi a partire dai 100mila euro lordi in su all’anno, ma sono sicuro che anche questa ipotesi disturberebbe non poco l’elettorato moderato. In secondo luogo, deve abbassare d’imperio il prezzo della benzina, come in parte è stato annunciato in questi giorni e non di soli 4 o 5 centesimi, dato che già molti distributori praticano sconti di 10-12 centesimi sul self service. Poi, deve passare, progressivamente agli sconti fiscali per famiglie ed imprese e a liberalizzazioni vere, nonchè alla vendita del patrimonio immobiliare, per così dire, superfluo.

Forse, in questo modo, la maggioranza asfittica potrebbe avere una giustificazione a praticare la respirazione bocca a bocca al Governo fino al 2013.

Poi, viene la seconda soluzione che potrà apparire azzardata, ma, del resto, le rivoluzioni sono sempre azzardate. Basta pensare al 1994. Si tratta di chiamare alle loro responsabilità i leader dei partiti moderati e, magari, qualche potenziale leader che per dirla con Crozza, ha “smarrito il foglio del come e del quando” e non si decide a scendere in campo. Dopodichè si sfiducia il governo e, in nome della nascita di un fronte moderato e popolare, veramente liberale, si va alle elezioni anticipate portando un programma in pochissimi punti: progressivo azzeramento del debito pubblico, rilancio dell’ “Impresa Italia”, riforme istituzionali. Se proprio gli Italiani devono stringere la cinghia ed i denti, che almeno a dirlo loro sia la politica. Una cosa è certa: per far questo ci vogliono coraggiosi statisti e una classe dirigente nuova e giovane. La vita è sempre una questione di scelte!