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Biagi/ Legali Scajola, “Procedimento surreale e di nessun valore”

“Il procedimento penale che si è svolto a Bologna rappresenta un qualcosa di assolutamente surreale; la Procura, infatti, per poter svolgere delle indagini, ha anzitutto ipotizzato la fattispecie di omicidio volontario, essendo pacificamente già prescritto al momento dell’inizio delle investigazioni il reato di omicidio colposo. E’ chiara a tutti la evidente strumentalità di una tale soluzione, e ciò in quanto appare veramente fuori da ogni logica anche il solo immaginare un’ipotesi di omicidio volontario in una siffatta vicenda”. È quanto dichiarano in una nota Giorgio Perroni ed Elisabetta Busuito, legali dell’ex ministro Claudio Scajola.

“Successivamente la stessa Procura ha, per oltre un anno, indagato sulla posizione di Claudio Scajola senza, tuttavia, come sarebbe stato doveroso, iscriverlo nel registro degli indagati; anche questa scelta – proseguono gli avvocati – ha una evidente e ben precisa finalità: se, infatti Claudio Scajola fosse stato iscritto, la Procura si sarebbe dovuta necessariamente spogliare dell’inchiesta e avrebbe  dovuto trasmetterla al Tribunale dei Ministri, soggetto competente a effettuare le indagini”. Leggi il resto di questo articolo »

 

Scajola, “Grazie a Woodcock per la correttezza. Il caso Matacena non esiste”

“Dovrei essere risentito nei confronti dei magistrati della procura di Napoli. Eppure, se i pm non avessero avuto la correttezza di valutare che non c’era alcun estremo per rinviarmi a giudizio, archiviando, oggi sarei a processo anche per questo reato come per la vicenda Matacena. E, mi creda, anche in questo secondo caso sono totalmente estraneo alle accuse, sia pure a quelle molto modeste che mi vengono addebitate nel processo che si è aperto a Reggio, non a quelle mirabolanti che sono state fatte credere all’opinione pubblica e che hanno accompagnato un arresto che ha avuto una regia, sul piano televisivo, che nemmeno Steven Spielberg avrebbe saputo costruire in maniera più impressionante”. È un passaggio dell’intervista all’ex ministro Claudio Scajola, pubblicata dal settimanale Tempi oggi in edicola. Leggi il resto di questo articolo »

 

Inchiesta Finmeccanica, archiviato fascicolo sull’ex ministro Scajola

A tre anni di distanza, archiviate le accuse all’ex ministro Claudio Scajola relativamente alla vendita da parte di Fincantieri di fregate “Fremm” al Brasile. L’inchiesta era stata coordinata dal pm, Henry
John Woodcock.

Nel 2012 è stata presentata come ‘la madre di tutte le inchieste’ sulla corruzione internazionale, praticata da Finmeccanica per accaparrarsi contratti e commesse estere. Nel 2015 il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Napoli, Maria Gabriella Pepe, l’archiviazione del fascicolo che vedeva indagato l’ex ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Non ci sono né indizi né prove dell’ipotizzato giro di tangenti con il Brasile, con il presunto coinvolgimento dell’allora ministro della difesa brasiliano Jobim.  Leggi il resto di questo articolo »

 

‎I familiari di Scajola si ribellano all’accanimento mediatico giudiziario

«”Nicchie scavate nel muro. In piccoli vani nascosti da quadri o stampe. Edicole”. Anche questo, oggi, si legge (nel caso specifico sul quotidiano “La Repubblica”) tra le tante montagne di fango, fin qui montate grazie alla giustapposizione a effetto di fatti, interpretazioni, fantasie, calunnie. Assicurando che non esiste un archivio segreto di Claudio Scajola, ma una serie di ordinari angolari rapidi che raccolgono buona parte della sua non ordinaria vita (ecografie dei figli nella pancia della mamma comprese), registriamo la profonda inquietudine per quello che stiamo vivendo. Non è il merito a farci rabbrividire, ma il metodo. Un metodo che consente di rappresentare e consolidare l’immagine di una persona per ciò che non è, aggredendola nelle uniche ricchezze cha ha avuto: il suo consenso e la sua famiglia.

Claudio Scajola è stato arrestato come il peggiore dei boss, prima del processo, ed è tutt’ora in stato di custodia cautelare, sulla base di fantomatiche accuse di partecipazione esterna in associazione mafiosa, non supportate da alcuna prova e lunari per chiunque ci abbia avuto a che fare anche per una sola ora della sua vita. E’ grazie a questa accusa, già rigettate dal Gip, che si sono svolte le costosissime indagini, fatte di migliaia di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni ambientali. E’ per queste accuse, rigettate e anche risibili una volta aver letto le carte depositate, che Claudio Scajola è ancora in regime di custodia cautelare. L’8 di agosto sarebbe scaduto il termine. Il 5 di agosto è stato invece autorizzato il rito immediato per l’unico reato discusso: tentativo -da dimostrare!- di procurata inosservanza della pena. Per questo reato non sarebbe prevista la custodia cautelare e probabilmente, anche in caso di condanna definitiva, nemmeno un giorno di carcere, poiché si tratta di una persona incensurata. Ciononostante, Scajola non può riavere la libertà. E i suoi figli, ad ora, devono dormire fuori di casa 5 giorni su 7. Fa rabbrividire la facilità con cui si può arrivare a distruggere un uomo. Noto o meno noto che sia. Ma non vogliamo mai smettere di avere fiducia nella Giustizia della magistratura».

E’ quanto dichiarano in una lettera aperta Maria Teresa, Lucia e Piercarlo Scajola.