‎I familiari di Scajola si ribellano all’accanimento mediatico giudiziario

«”Nicchie scavate nel muro. In piccoli vani nascosti da quadri o stampe. Edicole”. Anche questo, oggi, si legge (nel caso specifico sul quotidiano “La Repubblica”) tra le tante montagne di fango, fin qui montate grazie alla giustapposizione a effetto di fatti, interpretazioni, fantasie, calunnie. Assicurando che non esiste un archivio segreto di Claudio Scajola, ma una serie di ordinari angolari rapidi che raccolgono buona parte della sua non ordinaria vita (ecografie dei figli nella pancia della mamma comprese), registriamo la profonda inquietudine per quello che stiamo vivendo. Non è il merito a farci rabbrividire, ma il metodo. Un metodo che consente di rappresentare e consolidare l’immagine di una persona per ciò che non è, aggredendola nelle uniche ricchezze cha ha avuto: il suo consenso e la sua famiglia.

Claudio Scajola è stato arrestato come il peggiore dei boss, prima del processo, ed è tutt’ora in stato di custodia cautelare, sulla base di fantomatiche accuse di partecipazione esterna in associazione mafiosa, non supportate da alcuna prova e lunari per chiunque ci abbia avuto a che fare anche per una sola ora della sua vita. E’ grazie a questa accusa, già rigettate dal Gip, che si sono svolte le costosissime indagini, fatte di migliaia di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni ambientali. E’ per queste accuse, rigettate e anche risibili una volta aver letto le carte depositate, che Claudio Scajola è ancora in regime di custodia cautelare. L’8 di agosto sarebbe scaduto il termine. Il 5 di agosto è stato invece autorizzato il rito immediato per l’unico reato discusso: tentativo -da dimostrare!- di procurata inosservanza della pena. Per questo reato non sarebbe prevista la custodia cautelare e probabilmente, anche in caso di condanna definitiva, nemmeno un giorno di carcere, poiché si tratta di una persona incensurata. Ciononostante, Scajola non può riavere la libertà. E i suoi figli, ad ora, devono dormire fuori di casa 5 giorni su 7. Fa rabbrividire la facilità con cui si può arrivare a distruggere un uomo. Noto o meno noto che sia. Ma non vogliamo mai smettere di avere fiducia nella Giustizia della magistratura».

E’ quanto dichiarano in una lettera aperta Maria Teresa, Lucia e Piercarlo Scajola.

 

Scajola chiede di essere interrogato. La procura: nisba, giudizio immediato. Per tenerlo ai domiciliari

“Con riguardo alla notizia appresa dalla stampa circa la richiesta di giudizio immediato che sarebbe stata avanzata, fra l’altro, nei confronti di Claudio Scajola, non possiamo non sottolinearne la singolare ‘vicinanza’  cronologica rispetto alla data dell’8 agosto, giorno nel quale sarebbero andati a scadere i termini di fase della misura degli arresti domiciliari, con conseguente automatica remissione in libertà di Claudio Scajola Esprimiamo, inoltre, il nostro rammarico perché la Procura ha scelto di avanzare questa richiesta senza procedere all’interrogatorio di Claudio Scajola su tutte le indagini svolte, interrogatorio pur dallo stesso, e da tempo, reiteratamente richiesto. Siamo, comunque, fermamente convinti che dalle carte emerga la prova evidente della sua innocenza che siamo fiduciosi di poter dimostrare se e quando potremo difenderci appieno dinanzi ad un Giudice terzo”.

È quanto dichiarano in una nota i legali dell’ex ministro Scajola, avvocati Giorgio Perroni ed Elisabetta Busuito.

 

Perroni: «Sulla scorta a Biagi gogna mediatica. Adesso querelo tutti»

di Felice Manti

Il legale di Scajola: “L’ex ministro non c’entra con la revoca I giornali usano carte secretate, spero che i pm intervengano”

«Ora basta con la gogna mediatica». All’improvviso la telefonata con Giorgio Perroni, per sapere se ci sono novità sui guai giudiziari sul suo assistito, l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, assume una piega imprevista: «Il mio assistito viene processato e condannato mediaticamente attraverso giornali che usano atti coperti da segreto istruttorio e che in ogni caso sono illegittimamente in possesso di chi li usa».

Che fa, avvocato, querela?

«Valuteremo, mi sono rotto. Ognuno si assumerà la responsabilità di quello che scrive. E mi auguro che la magistratura intervenga sulla fuga di notizie». Leggi il resto di questo articolo »

 

«Ora vi dico perché Scajola è innocente»

Intervistato da SkyTg24 il legale di Claudio Scajola, avvocato Giorgio Perroni, ha fornito tutta una serie di spiegazioni ed elementi utili a chiarire la posizione dell’onorevole Scajola. Li riportiamo sinteticamente.

CASO BIAGI – Nella vicenda di Marco Biagi c’è un «fantomatico fatto nuovo, le dichiarazioni di Zocchi, un soggetto che improvvisamente dopo 12 anni si ricorda di questa vicenda, che in realtà non la riferisce spontaneamente ma in quanto sollecitato dalla magistratura, che parla con i giornali e dopo averla riferita va in giro a fare interviste. Mi chiedo che attendibilità possa avere». A dirlo è stato l’avvocato Giorgio Perroni, difensore di Claudio Scajola, intervistato da Sky. «In più – ha aggiunto l’avvocato Perroni – Zocchi cosa dice: non è assolutamente in grado di dire con certezza che Scajola avesse conosciuto gli appunti perché non ha mai parlato con lui. In più dice che questi famosi appunti sono stati comunque consegnati, lo stesso giorno, quattro giorni prima dell’omicidio Biagi, ai massimi vertici del dipartimento di pubblica sicurezza». «Non è vero – ha detto ancora il legale – quello che dice Zocchi, ma se anche fosse vero che cosa avrebbe dovuto fare Scajola? Avrebbe sicuramente avvertito il Dipartimento di pubblica sicurezza e cioè quei soggetti che erano già stati autonomamente avvertiti da Zocchi».

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