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Scajola, “Grazie a Woodcock per la correttezza. Il caso Matacena non esiste”

“Dovrei essere risentito nei confronti dei magistrati della procura di Napoli. Eppure, se i pm non avessero avuto la correttezza di valutare che non c’era alcun estremo per rinviarmi a giudizio, archiviando, oggi sarei a processo anche per questo reato come per la vicenda Matacena. E, mi creda, anche in questo secondo caso sono totalmente estraneo alle accuse, sia pure a quelle molto modeste che mi vengono addebitate nel processo che si è aperto a Reggio, non a quelle mirabolanti che sono state fatte credere all’opinione pubblica e che hanno accompagnato un arresto che ha avuto una regia, sul piano televisivo, che nemmeno Steven Spielberg avrebbe saputo costruire in maniera più impressionante”. È un passaggio dell’intervista all’ex ministro Claudio Scajola, pubblicata dal settimanale Tempi oggi in edicola. Leggi il resto di questo articolo »

 

Inchiesta Finmeccanica, archiviato fascicolo sull’ex ministro Scajola

A tre anni di distanza, archiviate le accuse all’ex ministro Claudio Scajola relativamente alla vendita da parte di Fincantieri di fregate “Fremm” al Brasile. L’inchiesta era stata coordinata dal pm, Henry
John Woodcock.

Nel 2012 è stata presentata come ‘la madre di tutte le inchieste’ sulla corruzione internazionale, praticata da Finmeccanica per accaparrarsi contratti e commesse estere. Nel 2015 il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Napoli, Maria Gabriella Pepe, l’archiviazione del fascicolo che vedeva indagato l’ex ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Non ci sono né indizi né prove dell’ipotizzato giro di tangenti con il Brasile, con il presunto coinvolgimento dell’allora ministro della difesa brasiliano Jobim.  Leggi il resto di questo articolo »

 

‎I familiari di Scajola si ribellano all’accanimento mediatico giudiziario

«”Nicchie scavate nel muro. In piccoli vani nascosti da quadri o stampe. Edicole”. Anche questo, oggi, si legge (nel caso specifico sul quotidiano “La Repubblica”) tra le tante montagne di fango, fin qui montate grazie alla giustapposizione a effetto di fatti, interpretazioni, fantasie, calunnie. Assicurando che non esiste un archivio segreto di Claudio Scajola, ma una serie di ordinari angolari rapidi che raccolgono buona parte della sua non ordinaria vita (ecografie dei figli nella pancia della mamma comprese), registriamo la profonda inquietudine per quello che stiamo vivendo. Non è il merito a farci rabbrividire, ma il metodo. Un metodo che consente di rappresentare e consolidare l’immagine di una persona per ciò che non è, aggredendola nelle uniche ricchezze cha ha avuto: il suo consenso e la sua famiglia.

Claudio Scajola è stato arrestato come il peggiore dei boss, prima del processo, ed è tutt’ora in stato di custodia cautelare, sulla base di fantomatiche accuse di partecipazione esterna in associazione mafiosa, non supportate da alcuna prova e lunari per chiunque ci abbia avuto a che fare anche per una sola ora della sua vita. E’ grazie a questa accusa, già rigettate dal Gip, che si sono svolte le costosissime indagini, fatte di migliaia di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni ambientali. E’ per queste accuse, rigettate e anche risibili una volta aver letto le carte depositate, che Claudio Scajola è ancora in regime di custodia cautelare. L’8 di agosto sarebbe scaduto il termine. Il 5 di agosto è stato invece autorizzato il rito immediato per l’unico reato discusso: tentativo -da dimostrare!- di procurata inosservanza della pena. Per questo reato non sarebbe prevista la custodia cautelare e probabilmente, anche in caso di condanna definitiva, nemmeno un giorno di carcere, poiché si tratta di una persona incensurata. Ciononostante, Scajola non può riavere la libertà. E i suoi figli, ad ora, devono dormire fuori di casa 5 giorni su 7. Fa rabbrividire la facilità con cui si può arrivare a distruggere un uomo. Noto o meno noto che sia. Ma non vogliamo mai smettere di avere fiducia nella Giustizia della magistratura».

E’ quanto dichiarano in una lettera aperta Maria Teresa, Lucia e Piercarlo Scajola.

 

Scajola chiede di essere interrogato. La procura: nisba, giudizio immediato. Per tenerlo ai domiciliari

“Con riguardo alla notizia appresa dalla stampa circa la richiesta di giudizio immediato che sarebbe stata avanzata, fra l’altro, nei confronti di Claudio Scajola, non possiamo non sottolinearne la singolare ‘vicinanza’  cronologica rispetto alla data dell’8 agosto, giorno nel quale sarebbero andati a scadere i termini di fase della misura degli arresti domiciliari, con conseguente automatica remissione in libertà di Claudio Scajola Esprimiamo, inoltre, il nostro rammarico perché la Procura ha scelto di avanzare questa richiesta senza procedere all’interrogatorio di Claudio Scajola su tutte le indagini svolte, interrogatorio pur dallo stesso, e da tempo, reiteratamente richiesto. Siamo, comunque, fermamente convinti che dalle carte emerga la prova evidente della sua innocenza che siamo fiduciosi di poter dimostrare se e quando potremo difenderci appieno dinanzi ad un Giudice terzo”.

È quanto dichiarano in una nota i legali dell’ex ministro Scajola, avvocati Giorgio Perroni ed Elisabetta Busuito.